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Amore Organico @ Teatro Libero

Al Teatro Libero di Milano va in scena l’esordio di Amore Organico di Corrado Accordino, una commedia cinica che mette in gioco il rapporto di potere tra il ricco e il povero, e il modo in cui le differenze di stato sociale si sono affermate fino a divenire la norma.

 

Cos’è:

Il Signor Vannucchi (Alfredo Colina) è l’emblema dell’uomo comune. Di ceto medio-basso, non particolarmente intelligente, onesto nella sua franchezza. Dopo una lunghissima attesa per un trapianto renale, è riuscito ad arrivare in cima alla lista dei candidati in aspettativa. Tuttavia, la facoltosa contessa d’Asporto (Rossana Carretto), venuta a conoscenza dal medico di riferimento (Fabio Zulli) della disponibilità del rene, pur non avendone alcun bisogno, decide che sarà suo di diritto.

Corrado Accordino scrive e dirige Amore Organico, una commedia nera fortemente cinica che è all’esordio nazionale. Un titolo ben lontano dalla liquidità di Baumann, ma che, anzi è da interpretare in modo pressoché letterale. L’idea è semplice, la morale comune ma nemmeno troppo trattata: il potente ha sempre ragione, la ricchezza è la chiave della corruzione. Nonostante la gravità di una tematica ben radicata nei giochi di potere della quotidianità contemporanea, il tono dello spettacolo è volutamente comico, auto-ironico e ricco di gag.

 

Com’è:

Siamo di fronte a una scena spoglia di arredi. Qualche sedia, una cella frigorifera dove la Contessa colleziona organi per egoistica prevenzione. La scenografia è superflua, nello stesso spazio si abita un ospedale, la casa della contessa, l’appartamento del Signor Vannucchi. A cambiare, più che altro, sono i ruoli di un’eccezionale Fabio Zulli, che spazia tra medico, amante della contessa, figlio e miglior amico del giardiniere, riuscendo perfettamente a distinguere le parti.

Allo stesso modo, anche Rossana Carretto e Alfredo Colina sono bravissimi a trasmettere i canoni stereotipati della classe sociale che vanno a rappresentare: l’antipatia e l’altezzosità della prima, la semplicità e l’ingenuità del secondo. L’idea interpretativa di fondo voluta da Accordino, è la sincera convinzione con cui ogni parte vive il proprio ruolo. Il povero e il ricco non si rendono conto del proprio comportamento prevaricatore o rassegnato. Al contrario, lo hanno ormai acquisito come consuetudine totalmente integra e coerente con il proprio ruolo e la propria persona.

Perché vederlo:

In sostanza, ogni personaggio è portabandiera di motivazioni che, seppur palesemente grottesche e surreali, riescono a essere trasmesse come giustificabili e dotate di logica propria. Di conseguenza, ci si trova di fronte a una realtà che racconta ironicamente alcune dinamiche sociali, ma senza nemmeno metterle in discussione. Questa è forse la parte più interessante e distintiva dello spettacolo. La sua rinuncia a svolgere il ruolo di denuncia. E la capacità di generare ilarità spontanea a partire da un forte cinismo privato della sua serietà da contesto e copione dai risvolti surreali. Sicuramente uno spettacolo da vedere alle prossime rappresentazioni.

Amore Organico

Teatro Libero

Via Savona 10

8-20 marzo

lun-sab h21, dom h16

Regia: Corrado Accordino

Con: Alfredo Colina, Rossana Carretto, Fabio Zulli

Scene e costumi: Maria Chiara Vitali

Produzione: Compagnia Teatro Binario 7

A cura di Federico Lucchesi

Associazione Vox

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