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Giorgieness @ Santeria Social Club Milano

Sabato sera, aria natalizia in giro e freddo milanese. Insomma, le caratteristiche di un dicembre che si rispetti. E sotto l’albero quest’anno abbiamo pure trovato la prima data dei Giorgieness in capoluogo lombardo da quando hanno pubblicato la loro seconda fatica, “Siamo Tutti Stanchi” (Woodworm), in Santeria Social Club, che aveva anche ospitato il loro listening party dedicato all’album due mesi prima. Una nostra vecchia conoscenza, visto che li avevamo intervistati per parlare del successo della loro opera prima qui.
A scaldare gli animi – oltre all’alcol – ci sono stati gli Endrigo, rock band bresciana amica degli headliner della serata, che propongono un set energico, aggressivo e sporco, a supporto del loro lavoro “Ossa rotte, occhi rossi”, uscito la scorsa primavera.

Poco prima delle 22 salgono sul palco Lou Capozzi, Andrea De Poi e Davide Lasala (quest’ultimo per la seconda volta ha registrato, prodotto e mixato l’album) capitanati da Giorgie D’eraclea – che per l’occasione sfoggia una chioma color pesca – sulle note di Avete Tutti Ragione, l’interessante traccia d’apertura del loro ultimo lavoro, nella quale per la prima volta sperimentano con l’elettronica, seguita da K2 e Sai Parlare, i brani che invece aprivano quello di debutto.

La serata di Giorgieness continua con Controllo, probabilmente la più rock del nuovo album, e le più calibrate ed equilibrate Vecchi e Fotocamera, che esprimono completamente l’intenzione che c’era dietro questo lavoro: “meno rumore e più melodia”, come la frontwoman stessa ha affermato.

Il ritmo rallenta ed è la volta di Che strano rumore, gioiellino del primo album, e Che cosa resta, l’attuale singolo, che narra di traslochi, separazioni e gattini (quelli che la fanno da padrone sulle magliette disponibili al merchandising).

Giorgie è evidentemente emozionatissima e ricorda quando, solo un paio d’anni prima, sotto al palco c’erano una decina di persone, mentre ora ne vede a centinaia. Lo dirà spesso per l’intero concerto, con gli occhi lucidi e il sorriso stampato sulle labbra, ringraziando tutti per essere venuti e per aver reso possibile il sogno che insieme stanno vivendo. Una donna che vista normalmente può sembrare piccola e fragile, ma che sul palco diventa un’esplosione di energia e sicurezza. Un po’ come lei stessa dice nel ritornello di Farsi male, posta al centro della scaletta, a mo’ di chiave di lettura del tutto.

Dare Fastidio, Dimmi dimmi dimmi (lead single dell’ultimo progetto) ed Essere te scorrono veloci fino a lasciare lo spazio alla preferita di molti, Non ballerò, cantata e urlata in maniera liberatoria all’unisono da tutto il pubblico presente. “Noi non cambieremo mai” recita invece Calamite, ed è quello che ci dovremmo augurare tutti vista la quantità di musica di qualità che sono riusciti a regalarci in soli due anni; un rock sporco al punto giusto interpretato da una voce femminile con gli attributi, creando qualcosa che si è visto raramente all’interno della scena italiana.

Lampadari, altro pezzone firmato Giorgieness estratto dall’album di debutto, Mya e Io torno a casa vanno a chiudere una serata caratterizzata dall’energia unica di una delle band che è andata, in poco tempo, a crearsi e riempire una nicchia della quale tutti gli appassionati di indie nostrano sentivano la mancanza. Un’esplosione sia fisica che emozionale …insomma, un’esperienza da provare dal vivo.

A cura di Fabio Scotta

Associazione Vox

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