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Management del Dolore Post-Operatorio @ Alabaster, Spaziomusica (Pavia)

L’anno dei ragazzi di Alabaster è fatto di grandi nomi, e l’appuntamento di questo mese non è da meno: dopo 3 anni riportano in città una delle band storiche più indipendenti della scena italiana, i MaDe DoPo, l’acronimo di Management del dolore post-operatorio. Il nome un po’ spiazzante potrebbe essere un ostacolo all’ascolto ma il coraggio di superarlo ripaga perché c’è la certezza di venire totalmente (s)coinvolti dall’energia del frontman del gruppo abruzzese e noi, questa carica, non volevamo proprio perdercela, alle 22.00 eravamo già seduti ai tavolini fuori dello Spazio Musica.

In apertura ci sono i Revo Fever, 25 anni, ricciolini smaliziati, milanesi, da febbraio sono impegnati in tour per presentare l’uscita del primo album ‘Vivere il buio’, loro che dall’oscurità della notte sembrano proprio essere emersi, e il look total black lo conferma. La combinazione tra r&b e psichedelia crea riverberi delle chitarre e voci che ci fanno immergere in un’atmosfera vapor wave sul cui sottofondo ci sono gli Artic Monkeys in coppia con i Tame Impala. Quando le tenebre si sposano con il sole esce il pezzo L’oro, featuring con i brasiliani Selton, dimostrando di essere capaci di abbracciare anche ciò che c’è di più distante da loro. I Revo Fever sono la radio migliore da accendere per abbandonarsi nell’immensità della notte lasciandosi ingannare dai bei visi da attori di questi 4 giovani.

È il momento dei Management.
Sicuramente tra l’esperienza e il pudore ciò che non manca ai Management è la prima dato che possono contare già quarto l’ultimo album uscito il mese scorso, ‘Un incubo stupendo’. La storia del gruppo di Lanciano nato nel 2006 è singolare, i membri si sono incontrati nell’ospedale locale dopo un incidente automobilistico e uniti dal destino hanno creato il gruppo post-punk dandoci ‘tutto il porno di cui abbiamo bisogno ’. Si attacca con la prima canzone Il mio corpo, una sintesi del tema di fondo che lega tutte le tracce dell’album, la libertà. La libertà di essere assoluti proprietari del proprio corpo e dei propri difetti, libertà dalle regole, libertà dalla società. I management sono un’ondata di vitalità che travolge e scatena la libidine nascosta, e Luca Romagnoli è bravissimo a farla uscire. Come un animale impazzito, ma libero, si muove su tutti i pezzi nuovi alternati a quelli meno recenti degli album precedenti ‘Auff! ‘ (2012), ‘McMao’ (2014), ‘I love you’ (2015): Una canzone d’odio, La pasticca blu, Vieni all’inferno con me, La scuola cimiteriale, Amore Borghese, Il tempo delle cose inutili, Il vento, Visto che te ne vai, Auff, Pornobisogno, Oggi chi sono, i singoli che hanno anticipato l’uscita del l’ultimo album Incubo stupendo e Naufragando, il singolo Esagerare sempre, e la conclusione con Lasciateci divertire.

I management dicono di non aver male di vivere ma la voglia di voglia di vivere male, e lo si capisce dall’enorme gioia di vivere svincolati, libertini, selvaggi.
I management non li puoi addomesticare, né fermare sono come le pianti infestanti che più li tagli le gambe e più crescono forte…

Ah, c’era anche Malika Ayane, speriamo le siano piaciuti.

A cura di Federica Calvo
Foto di Ivan D’Antuono

Associazione Vox

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