Senza categoria

On Stage: Nessun luogo è lontano @ Teatro Franco Parenti

Nessun luogo è lontano, scritto e diretto da Giampiero Rappa, è uno spettacolo di incontri e scontri, di rabbia e tenerezza, dai toni a volte cupi ma stemperati dall’arguta comicità.

Sulla scena, all’interno di una baita spoglia e a tratti soffocante, si confrontano tre personaggi molto diversi tra loro ma sicuramente accomunati da una grande sensibilità e da un’ancora più grande solitudine.
Tra le quattro mura del rifugio si svolge quasi una sorta di psicodramma tramite il quale si mettono in luce i chiaroscuri delle personalità dei protagonisti; i tre sembrano apparentemente forti ma riveleranno, grazie al confronto a volte duro tra loro, debolezze e fragilità.

In realtà è passando soprattutto attraverso la figura del “misantropo a tempo determinato”, ossia lo scrittore Mario Capaldini (Giampiero Rappa), che la determinata giornalista di guerra Anna Vulli (Alice Ferranti) e il giovane esuberante nipote di Mario, Ronnie (Giuseppe Tantillo), riusciranno a mettersi a nudo.
Paradossalmente saranno proprio gli altri due personaggi a far cadere per primi le proprie maschere nel tentativo di far breccia nella corazza di impenetrabile sdegno e disprezzo dello scrittore.

Anna, in apparenza sicura di sé, nel suo intimo teme di pentirsi delle scelte da donna emancipata che mette la carriera al primo posto, parimenti la facciata da adolescente ironico e un po’ sbruffone del giovane Ronnie cadrà mostrando profonde ferite aperte.

Nel marasma che le visite dei due portano nella sua esistenza, Mario Capaldini, rintanato da tempo nella sua baita e arroccato in una solitudine che pare essere senza via di uscita, dopo diversi scatti d’ira capaci addirittura di far saltare la corrente, inizia a scorgere la speranza di potersi ancora fidare della vita.

Non c’è retorica né lieto fine ‘a tarallucci e vino’ nel testo di Rappa, in quanto lo stile asciutto e diretto ma anche denso riesce a tratteggiare con poche, cariche pennellate di colore tre anime sole e in cerca di empatia.
Il ritmo di questo spettacolo ricorda le onde che si infrangono sulla battigia per la caratteristica di non essere mai troppo lento né troppo veloce e per l’abilità di alternare vuoti e pieni, silenzi e parole, rabbia e delicatezza.

Agli interpreti il merito di non aver mai perso, neanche per un attimo, la coscienza del proprio personaggio ma soprattutto la relazione con l’altro, fondamentale per cogliere il senso della pièce. La morale della vicenda sembra potersi racchiudere nelle parole della canzone scelta da Stefano Bollani per uno dei momenti più emozionanti del finale, Such a perfect day di Lou Reed:

«Oh, it’s such a perfect day
I’m glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging o»

Per Mario Capaldini è proprio così, per lui ricominciare a vivere davvero coincide con l’aprire la porta di nuovo ai suoi affetti, ai suoi sentimenti.

Nessun luogo è lontano sarà rappresentato al Teatro Franco Parenti fino al 26 Marzo 2017.

A cura di Martina Mucciariello

Associazione Vox

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto