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I pagelloni di Sanremo 2017: quinta serata – la finalissima

E per la serie “purtroppo le cose belle finiscono” siamo arrivati all’ultimo pagellone, quello della Finale di questo pulito, onesto, intenso e senza scandali Sanremo 2017. Bene, complimenti a parte è ora di passare ai nostri voti, e attenzione, perché… ne abbiamo proprio per tutti!

Carlo Conti: 10
La classe che parte dallo smoking Ferragamo impeccabile e che continua con una scioltezza, gentilezza, professionalità che forse forse si avvicina al Pippo Baudo di altri tempi. 10 perché per tutta questa settimana sembra essere esistita solo la MARIA Nazionale, e il nostro Più Diversamente Abbronzato d’Italia ha ricevuto troppi pochi complimenti. CARLO SEI UN RE! All’Ariston e a tutti noi mancherai tu insieme ai tuoi porta chiavi.

Maria De Filippi: 8 e mezzo
Ve lo giuro, mentre ero in tram e aspettavo di trepidavo per arrivare a casa e accendere la tv, ho sperato: “Dai che stasera Maria è andata dal Parrucchiere e Tisci si è ammalato ed è arrivato Stefano Gabbana a vestirla! Ti prego!” E INVECE NO!
1° OUTFIT: Un abito da sera a cui hanno strappato le spalle e hanno lasciato intravedere le spalline della sottoveste, Maria mia, tu sei l’unica dello showbiz che ammette ti acquistare personalmente gli abiti che le vengono offerti per i programmi, perché hai una grande passione per la moda…dimmi la verità: questo vestito se lo avessi visto al mercato di Porta Portese lo avresti guardato storcendo il naso e lasciato lì, manco toccandolo.
2° OUTFIT: Semplicemente uno struzzo in canottiera dopo il lavoro.
PARRUCCHIERE: Non pervenuto.
8 e mezzo perché alla regina di Mediaset non si può dare meno. Ha retto la finale come se stesse facendo la spesa o andando in palestra: scioltezza invidiabile. Unico scivolone finale sui ringraziamenti: MARIA MIA, è dalla TINA che mi aspetto sentire dire: “Ho scoperto che anche alla rai ci sono dei professionisti appassionati”. Ma che davvero?!

La serata inizia con un opening da cui tutti dovremmo imparare. Salgono sul palco i Ladri di Carrozzelle, una band di persone diversamente abili nata 28 anni fa. Cantano il loro singolo “Stravedo per la vita!”. Il cantante cieco nel ritornello dice “La vita con me si è divertita, io non ci vedo, ma stravedo per la vita, (…) inutile negare che si fa della fatica ma io stravedo per la vita”. Concludono salutando Piero, un membro fondatore della band che purtroppo li ha lasciati. Ciao Piero e Chapeau Ladri.

Segue il consueto saluto alla Giuria e le reazioni son sempre le stesse: Linus sei un Dio, Greta Menchi chi? Arrivano poi i soccorritori, o meglio gli eroi, del diastro di Rigopiano. La standing ovation dell’Ariston mi sembra più che sufficiente come commento.

Bene ora, premettendo che sono ancora sconvolta dall’eliminazione del Gigione Nazionale, passiamo alle esibizioni:

Elodie: 6 e mezzo
(Il saluto da parte di Loredana Bertè. Capelli Blu lei, Rosa Elodie: giochiamo a strega comanda colore?!NO.) Lei canta “amore amore andiamo via…” Bene vattene pure te, perché tanto poi continui dicendo “ogni giorno mi sveglio e tu sei giàandato via, ancora” Bene, va pure con lui. Siamo fuori zona podio.
Look: sarà anche un tailleur firmato Etro, ma sembra comunque una gelataia di Montenapo.

Zarrillo: 5 e mezzo
(Lo saluta Riccardo Fogli, forse i Pooh erano in ritardo bloccati in autostrada). La canzone parla di passione e tormento, il secondo sentimento prevale.
Look: da impiegato del catasto.

Sergio Sylvestre: 8 e mezzo
(Lo saluta e gli fa da amuleto l’Eros Nazionale) Sergio inizia a cantare e ti porta con sé nel suo mondo e quando finisce di cantare ti chiedi, ma devo proprio tornare indietro nel mondo reale? In una parola: TOP, anche se quell’anella all’orecchio sembrava il genio della lampada di Aladino.

Fiorella Mannoia: 8
(La saluta quel veterano e amico di Ruggeri). Il testo è banale. Un’accozzaglia di aforismi sulla vita risentite ventimila volte, ma lei è ipnotica , mentre canta, per cui Chapeau e Fiorella pretendo il numero del tuo sarto Alessandro Grimaldi.

Fabrizio Moro: 9+
Sublime. La disperazione mista a speranza con cui canta creano un incantesimo. Nelle scorse serate mancava solo che azzeccasse il look. Stasera con la giacca e gli accessori giusti è finalmente uscito dal mood centro sociale.

Alessio Bernabei: non classificabile
“E non c’è pioggia e non c’è vento che possa spostare l’epicentro dei miei occhi su di te” Anche quest’anno Sanremo ha avuto il suo meteorologo. Unica nota: vorrei avere il numero della sua maestra di italiano delle elementari per chiederle “Signora, ma il giorno in cui ha insegnato al suo alunno Bernabei a scrivere i temi, lui cosa ha capito, cosa ne ha tratto? Solo per sapere”

Marco Masini: 6+
Con il suo look alla Giuseppe Mazzini, si merita un più solo perchéfra gli autori del suo brano c’è Zibba. Consiglio: andatevi ad ascoltare “Senza di te” del suddetto Zibba e la vostra giornata migliorerà, ve lo giuro.

Paola Turci: 7+
(Saluto del Santo Nek sempre apprezzato). Lei bella e brava, canzone tra banalità e sorriso, ma comunque radiofonica, ma lo shining dov’è? Bello il look Boglioli/Stella McCartney, adatto alla finale e a Paola.

Bianca Atzei: 7
(Ditemi che non è vero che il saluto è arrivato da Checco dei Modà) Lei da rischio eliminazione a top 10. Bravo Marras, orgoglio sardo sul palco dell’Ariston.

Francesco Gabbani: 8 e mezzo
(Non pensavo lo salutasse la Roista Celentano, ma il messaggio è stato azzeccatissimo e dolce) Lui stellare come la sua giacca. Finalmente un po’ di ritmo. Uno dei pochi intonati e che può permettersi un ouverture praticamente a cappella.

Chiara: 7 e mezzo
(Grazie Chiara da parte di noi donzelle per esserti fatta salutare da quel bel ragazzo di Renga, per non dire altro…) Testo banale, ma adatto alla platea dell’Ariston. Lei veste Melampo: quest’anno una Chiara in stile preraffaellita, sicuramente look fra i migliori, se non il MIGLIORE.

Clementino: 5 e mezzo
(Lo saluta il king Bennato..eh dici poco!!) A Clementì se volevi fare davvero il “ragazzo fuori” dovevi chiamare anche NTO’ & LUCCARIELLO ( autori e interpreti di “Nuje vulimme ‘na speranza” dall’ OST di Gomorra) Per te quest’anno non c’èsperanza ma sei e rimani bravo, per cui anche senza podio: Staje senza pensier’!

Ermal Meta: 9
(Saluto da Fiorello con mio invito personale a riguardare la puntata di Edicola Fiore in cui Ermal è stato ospite) Semplicemente perfetto. Testo, attuale, impegnato, che ti fa restare concentrato dalla prima all’ultima parola, dandoti un importante insegnamento alla Ovidio “Un giorno questo dolore ti sarà utile”. Grazie Ermal.
Per il look: per la prima volta giacca glam e accessori giusti. In una parola: un figo.

Lodovica Comello: non classificabile
(La saluta Bisio che non si capisce una fava di cosa dica) Testo incommentabile. Basta il Mondo di Patty ha chiuso da un pezzo. Ma l’hanno vestita i sette nani di Biancaneve?

Samuel: 8
(il saluto di Giuliano Sangiorgi ha ragione: Samuel fa battere il cuore) Canta, come solo lui sa fare, quella fragilità che ti fa ballare.

Michele Bravi: 9
(Il saluto di Rovazzi è di una tenerezza che mi fa venir voglia di ascoltarlo e di abbracciarlo) Michele: gentilezza, onesta, tranquillità, nel canto, negli occhi e nel cuore bianco che hai scelto di indossare sulla giacca. Per me hai già vinto, e hai avuto il tuo meritato riscatto, perché di artisti come te non ce ne sono mica tanti!

OSPITI:

Arrivano Giusy Buscemi, Alessandra Mastronardi e la simpaticissima Diana del Bufalo e per presentare la miniserie di RAI 1 “C’era una volta Studio uno” di cui saranno le protagoniste. Bravine, spigliate, abiti fenomenali e il viso della Buscemi sembra disegnato da Raffaello, ma nulla di più.

Crozza: 6/7
Questa volta presente sul palco dell’Ariston ci fa ridere con la canzone “ti attacchi al Trump” cantata dalla sua imitazione di Razzi. Bravo come sempre, ma non ti perdono il fatto di aver fatto così pochi complimenti al Conti e così tanti alla Maria Nazionale.

Si continua con Zucchero. Una parola: standing ovation per la bravura, l’umiltà, una band da manuale che si è esibita insieme a lui. Una spanna sopra gli altri, come sempre.

Arriva sul palco la venere di Milo di colore e di appena 19 anni: Tina Kunakey.Timida e bella in un modo impressionante, per citare Maria CIAONE, canta la “sua”canzone di Sanremo: “Non ho l’età per amarti”. Forse si è ricordata che il fascinoso Vincent è solo della meravigliosa e unica Monica Bellucci?

Si continua con il premio ai 55 anni di carriera a Rita Pavone. Maria la chiama “artista vera” ed ha ragione. Si commuove come una ragazzina ad avere un premio fra le mani e poi canta la sua “Cuore” e rischia di farci crepare tutti di infarto. Il talento non ha età e con Rita non ce n’è per nessuno, come si dice nella vecchia Romagna “La Rita c’ha il manico”.

Arriva poi Enrico Montesano. Boh?! Momento non compreso, sembrava la serata della tombola all’ospizio degli anziani.

Penultima ospite, la più brava: Geppy Cucciari. Dopo uno scimmiottamento di “C’è posta per te” divertentissimo insieme a Maria, conclude con un monologo sulla menzogna, come solo lei sa fare. L’ultima frase: la verità è coraggio e fatica dovremmo tatuarcela tutti in fronte.

Ultimissimo, ma non per importanza, Alvaro Soler che con le sue hit e il suo sorriso ci fa già volare all’estate 2017!

STOP AL TELEVOTO ed ecco la classifica fino al 4° classificato.

16° Clementino
15° Alessio Bernabei
14° Chiara
13° Marco Masini
12° Ludiìovica Comello
11° Michele Zarrillo
10° Samuel
9° Bianca Atzei
8° Elodie
7° Fabrizio Moro – La sala stampa, le tv, i cuori esplodono per un settimo posto immeritatissimo, come minimo doveva arrivare fra i top 3!
6° Sergio Sylvestre
5° Paola Turci
4° Michele Bravi – Stava per farcela, ma il podio è super meritato da….

Restano Fiorella Mannoia, Ermal Meta e Francesco Gabbani. Si riapre il televoto! La meraviglia è vedere in finalissima una veterana, il vincitore e il secondo classificato delle nuove proposte di Sanremo 2016. Fate largo alla gioventù!

Si passa ad un momento importante: i premi della critica e quelli Digital:

  • Premio Bartocchi al miglior testo: Fiorella Mannoia “La vita è perfetta”
  • Premio della critica “MIA MARTINI”: Ermal Meta per “Vietato Morire”
  • Premio miglior arrangiamento: Albano (Poteva forse il re del Festival andarsene senza un premio?!)
  • Premio Sala Stampa: Fiorella Mannoia “La vita è perfetta”
  • Premio TIMmusic per il brano più ascoltato: Francesco Gabbani “Occidentali’s Karma”

STOP PER SEMPRE AL TELEVOTO DI QUESTO FESTIVAL 2017 ED ECCO IL PODIO:

3° ERMAL META “VIETATO MORIRE”
2° FIORELLA MANNOIA “LA VITA È PERFETTA”
1° FRANCESCO GABBANI “OCCIDENTALI’S KARMA”

Che dire?! Un vincitore non inaspettato, ma diverso, che l’anno scorso vinceva le nuove proposte e quest’anno vince fra i big pronunciando tremando “canta FRANCESCO GABBANI” quando ha dovuto cantare per l’ultima volta la sua canzone sul palco dell’Ariston che improvvisamente si era trasformato in una discoteca, leggera e allegra, perché è questo che Gabbani ci insegna: che in una vita piena di caos, dolori, e momenti no, c’è bisogno di staccare la spina e di gridare ” Comunque vada panta rei”.

TERMOSTATO.

A cura di Francesca Maria Montanari e Bianca Maria Cuttica

Associazione Vox

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