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1 mese, 10 brani: Gennaio

L’arrivo del computer e di internet nelle case di mezzo mondo ha segnato un enorme cambiamento. Abbiamo potenzialmente a portata di mano l’intera conoscenza dell’umanità. Un bel po’ di roba, vero? Si calcola che ad esempio che ogni minuto che passa vengano complessivamente caricati su YouTube circa quattrocento ore di video. Di cui probabilmente il 99,9% sono una macedonia trash fatta di video di gattini, meme su Trump e lyrics video con una qualità audio giurassica. Orientarsi in mezzo a questa giungla può essere difficile, siamo letteralmente sommersi dalle informazioni e il nostro cervello deve cercare di catalogarle e dare ad ognuna una certa priorità.

Capita però che qualcosa ci passi davanti senza che ce ne accorgiamo. Questa lista vuole, senza nessuna pretesa, ricordarvi (o farvi scoprire, nel caso li aveste persi) dieci brani che hanno reso questo gennaio tragico un po’ più meritevole di essere ricordato.

  • Reflection – Brian Eno (1 gennaio)

Musica ambient per 54 minuti filati e senza interruzione, un album composto da un’unica traccia ideale per una tranquilla oretta di studio in piena sessione di esami. In realtà il concept di Brian Eno sta, come lui stesso ha spiegato, nel creare una sorta di organismo musicale capace di riprodursi continuamente (il termine che usa è generative  music) in maniera sempre diversa sulla base di parametri come l’ora del giorno o le condizioni atmosferiche. Il compito è affidato a un’app (iOS e Android) sviluppata dall’autore insieme a un programmatore in grado di scrivere dal nulla la prosecuzione del brano. Insomma, una bella mazzata per iniziare l’anno con leggerezza. Un ascolto basta e avanza, ma è necessario se volete capire di cosa si parla.

  • Ok – Massaroni Pianoforti (1 gennaio)

Mentre tutti smaltivamo gli effetti di capodanno è uscito anche GIU, di Massaroni Pianoforti. Un album autentico e toccante, con una classe che ormai in giro non si trova più facilmente. Il disco si chiude con Ok, pezzone acustico e malinconico da ascoltate solo se psicologicamente pronti a essere sommersi da un fiume di tristezza. È proprio questo lato più intimo e romantico quello che rappresenta al meglio un lavoro complesso e articolato, tra cui ci sono alcuni brani assolutamente unici.

  • Down – Run the Jewels ft. Joi (13 gennaio)

Pubblicato in free download a Natale, dal 13 gennaio sono state commercializzate le copie fisiche del terzo album dei due rapper statunitensi. L’ultimo lavoro di Killer Mike ed El-P è il più politicizzato e arrabbiato dei tre, con ovvi rimandi alla cronaca americana dell’ultimo anno, dalla corsa alle primarie democratiche di Bernie Sanders all’elezione di Donald Trump passando per le numerose manifestazioni contro gli abusi di potere della polizia contro la comunità afroamericana. Down è la traccia di apertura e ha uno tra i beat più belli del disco.

  • Galaxy I Sink – Flaming Lips (13 gennaio)

Il 13 gennaio sono successe un sacco di cose belle: in un giorno vengono pubblicati gli album di Baustelle, The XX, Mannarino, Mecna, Run The Jewels e Bonobo, in più Netflix lancia la prima stagione di A Series Of Unfortunate Events. Insomma, materiale per un bel pezzo. Nel polverone sollevatosi è passata in secondo piano l’uscita del nuovo lavoro dei Flaming Lips, band americana con trent’anni di lavoro alle spalle. Un disco complesso da ascoltare ma di alto livello, che dimostra che ci sono ancora artisti che pur potendo dirsi arrivati non smettono di sperimentare (e con risultati notevoli). Oczy Mlody è un album da meditazione, che merita di ricevere una certa attenzione.

https://www.youtube.com/watch?v=s9lnCTOcgTQ

  • Alessandro – Gomma (17 gennaio)

Chiacchieratissimo e attesissimo debut dei Gomma, Tocka esce il 17 gennaio nella curiosità generale. Nove brani per una durata di 20 minuti, uno stile che non delude le aspettative create da Aprile o Sottovuoto, uscite mesi fa. Alessandro è una delle due tracce con una durata “canonica”, ed è una bellissima canzone. La cosa che stupisce di più  è però come anche pezzi della durata di un minuto e mezzo riescano a catturare così tanto.

  • Hallalujah Money – Gorillaz ft. Benjamin Clementine (19 gennaio)

Damon Albarn evidentemente è un tipo a cui non piace dare preavviso. Oltre sei anni dopo la pubblicazione di The Fall, interrotti solo dal singolo Do Ya Thing (2012), la cartoon band ha rilasciato un nuovo brano senza nessun preavviso, mentre le orecchie di tutti sono in attesa del nuovo album (che sembra non conterrà Hallelujah Money). Il pezzo è una critica totale al presidente Trump e alle sue dichiarazioni (il giuramento come presidente è stato il 20 gennaio), e la musica crea un’atmosfera tragica e estraniante. Come al solito i Gorillaz sono musicalmente avanti anni luce e la cosa ci fa piacere. In più la canzone ha il merito di farci scoprire la bellissima voce di Benjamin Clementine, che sicuramente in futuro terremo d’occhio.

https://www.youtube.com/watch?v=5d3yeszApV8

  • Acqua Minerale – Giorgio Poi (20 gennaio)

Giorgio Poi quest’anno farà il botto, questo è un fatto. Il nuovo pupillo di Bomba Dischi, musicista già affermato ma al suo primo progetto solista e con un album in uscita venerdì 10 febbraio, giunto qui al suo terzo singolo (nel frattempo ne è uscito anche un quarto), riconferma le sonorità dei primi due. Oltre a degli arrangiamenti sempre riusciti e particolari, quello che colpisce è la voce di Giorgio Poi: acuta e squillante, una voce che parla in modo diverso a ognuno di noi, un cantautore che ci entra nel cuore al primo ascolto.

  • SPEZZACUORI – Dark Polo Gang (26 gennaio)

“Teriyaki e tempura, è cotta a puntino…”. Questa volta Sick Luke l’ha proprio cannata. La base non è minimamente ai livelli delle canzoni precedenti della DPG e anche la scelta del pezzo solista di Wayne non sembra azzeccata. Niente di positivo a parte il video musicale che speriamo diventerà il manifesto di una nuova corrente artistica. d a r k p o l o w a v e.

  • A Lovely Night – Ryan Gosling, Emma Stone (26 gennaio)

L’abbiamo visto tutti La La Land, vero? Uno dei rari casi in cui un film mette d’accordo quasi tutti. Colonna sonora perfetta, dopo essere usciti dalla sala ci siamo sentiti tutti un po’ indignati.

  • My Old Man – Mac DeMarco (31 gennaio)

Un ritorno attesissimo è quello di Mac DeMarco. Mentre a fine 2016 ci ha detto di aver finito l’album (in uscita il 5 maggio), pochi giorni fa sono stati pubblicati due brani estratti dal nuovo lavoro: This Old Dog, che pare sarà anche il titolo del disco e, appunto, My Old Man. Dopo un debutto in sordina e un secondo album ben riuscito, è sicuramente con Salad Days che il canadese si è magicamente trovato nelle playlist di mezzo mondo. L’album successivo ha lasciato un po’ di amaro in bocca per non essere riuscito a esprimere molto di nuovo, e non possiamo che sperare che sia quindi questa l’occasione. Le due nuove tracce riprendono lo stile musicale di Salad Days con un po’ di maturità in più. La voglia di sentire nuova musica è tanta, non ci rimane che aspettare.

https://www.youtube.com/watch?v=B7hqn14ZzhQ

A cura di Diego Maroni

Associazione Vox

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