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On stage: La Beatitudine

Dal 6 al 18 dicembre la compagnia Fibre Parallele presenta al Teatro Franco Parenti La Beatitudine, un testo intenso e fortemente contemporaneo che porta lo spettatore davanti ad una realtà congelata, un’eterna scatola chiusa dove i personaggi si confrontano e si scontrano alla ricerca di una soluzione che vada oltre il sollievo delle parole.

Licia Lanera, interprete e regista, e Riccardo Spagnuolo, autore del testo, sono il nucleo della compagnia barese che dal 2007 mette in scena il quotidiano moderno, con uno sguardo ironico e a volte crudo. In La Beatitudine Spagnuolo e Lanera indagano la breve libertà dei sensi, il dolce abbandono del razionale partendo da una personale riflessione sulla sessualità; i loro personaggi sono donne e uomini rotti, incapaci di riconoscersi nei legami di sempre, che cercano nel desiderio una soluzione impossibile.

Due coppie si alternano in uno spazio unico, quasi vuoto, in cui gli attori sono sempre presenti: Licia e Giandomenico, incapaci di portare la loro relazione oltre la perdita di un figlio, si trovano ad accudire un bambino di plastica, e Lucia e Danilo, madre e figlio, costretti alla reciproca dipendenza della malattia del ragazzo che ha perso l’uso delle gambe. Apparentemente diverse, queste due coppie sono accomunate dalla stessa frattura irreparabile, lo stesso piccolo lutto che esaspera la comunicazione e lascia ogni personaggio solo con il proprio dolore e la propria ricerca di beatitudine.

In questo contesto inizia l’azione, le coppie si sciolgono, si scambiano e si ricombinano in un tentativo di evasione trovato ai limiti delle convenzioni.

Tra loro si inserisce la figura onnisciente del mago Cosma Damiano, voce fuoricampo la cui presenza fisica mette in luce con ironia le finzioni di maghi e ciarlatani, le profezie costruite ad hoc per guadagnare sulla disperazione degli uomini.

Lo stesso bambino/fantoccio sembra tirato fuori da un qualche annuncio pubblicitario, comprato per la necessità di mettere una toppa materiale alla maternità interrotta di Licia; in questo c’è molto del moderno affidarsi a tutto ciò che è artificiale, ad abitudini ed oggetti che finiscono per sostituire l’azione e il confronto con sé stessi, assopendo il dolore senza mai portare ad una risoluzione concreta.

La Beatitudine è quindi una favola contemporanea dove l’istinto vince sulla razionalità, battaglia interiore che tenta di riparare i cocci di un essere umano rotto, i cui rapporti con l’altro stridono in un incastro forzato.

La tensione di questa ricerca portata al suo estremo si conclude in un finale che non è solo la scoperta del tradimento ma anche la distruzione totale e materiale di tutto ciò che si era sacrificato in nome della beatitudine.

di Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
drammaturgia Riccardo Spagnulo
con Giandomenico Cupaiuolo, Mino Decataldo, Danilo Giuva,
Licia Lanera, Lucia Zotti
regia e spazio scenico Licia Lanera
luci Vincent Longuemare
assistente alla regia Ilaria Martinelli
produzione Fibre Parallele

a cura di Anna Bellelli

Associazione Vox

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