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The Rubbish Truck: Grandi Magazzini

Bentornati su The Rubbish Truck, periodo natalizio equivale a periodo consumista: perché non parlare di un film italiano comprendente tutti i personaggi spazzatura del nostro cinema? No, niente cinepanettone, non voglio farvi tanto male. Parliamo di Grandi Magazzini, che poi così tanto dal cinepanettone non di discosta, del 1986 diretto dai registi Castellano e Pipolo.

La particolarità del film sta nel variegato cast, come già accennato, composta dai principali comici (?) del cinema italiano. Per citarne qualcuno: De Sica, Boldi, Banfi, Pozzetto. Poi qualcuno che si salva c’è, Nino Manfredi, Michele Placido o Teo Teocoli. L’ambientazione del nostro film sono, guarda un po’, i Grandi Magazzini e il loro intrecciarsi di storie e gag comiche al limite del ridicolo, e non perché facciano ridere ma perché creano nello spettatore con un minimo di gusto, una sensazione di imbarazzo: sia per i registi che hanno partorito degli sketch del genere sia per gli attori che hanno dovuto recitare quelle scene.

La trama sostanzialmente è assente, ogni personaggio racconta una storia a se stante. Il “mandrillone” De Sica interpreta il classico romanaccio di provincia che vince un buono da spendere ai Grandi Magazzini, guidato da una commessa alla scelta degli acquisti secondo voi tra il buono e la proposta di una notte d’amore con l’avvenente donna, cosa sceglierà? Vi lascio immaginare! Il suo ex compagno Boldi, invece, è una guardia addetta alla sorveglianza: inutile dire che chiunque ci si trovi davanti riesca a truffarlo con facilità. Qualche scena dopo vedremo un commesso fare il guardone sotto le grate, voi direte e quindi? Beh, è identico a Boldi: colpo di scena! È il fratello Claudio. Come tecnica attoriale siamo là, in fondo. Cipollini alla riscossa!

Vi cito ora uno sketch che reputo anche il più divertente (immaginate il livello degli altri): un cliente chiede un insetticida, il commesso lo aiuta e lo prova: una vespa (la moto) cade dal soffitto. Che non abbiano usato lo stesso insetticida anche a San Siro qualche anno dopo?
Ovviamente non vi dirò nulla riguardo le altre storie, anche perché è un film che va visto nonostante la bassa qualità. È così scadente che le risate sono assicurate. Non solo, se non siete stati fortunati a vederlo al cinema nel 1986, ricordate che oggi lo siete ancora di più. Perché la visione televisiva dura ben 40 minuti in più rispetto a quella per il cinema. Prima di chiudere questo articolo però mi pongo una domanda: perché Massimo Ciavarro è doppiato, nonostante sia italiano?

a cura di Ennio Cretella

Associazione Vox

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