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U2: quarant’anni di Bono Vox

Gli U2, la più famosa ed acclamata band del mondo compie 40 anni di attività. Ripercorriamone insieme la storia e gli avvenimenti principali che l’hanno caratterizzata.

Siamo alla Mount Temple School di Dublino, Irlanda, anno 1976, ed è qui dove le storie di quattro giovani ragazzi vengono a coincidere grazie ad un foglietto di carta lasciato da uno di loro nella bacheca della scuola. Larry Mullen Jr. pubblica infatti, un annuncio in cerca di giovani musicisti e trova prontamente la risposta di altri 2 compagni di liceo, David Evans (soprannominato “The Edge”) e Paul Hewson (meglio noto come “Bono Vox”), al quale si affianca Adam Clayton.

Eccoci così all’anno 1980 nel quale gli U2 pubblicano il loro primo album, “Boy”. L’album ha un discreto successo e la band parte immediatamente per un tour prima europeo e poi negli Stati Uniti. Il singolo principale, oltre ad “Out of Control”, è “I Will Follow”, canzone dedicata da Bono alla madre.

Tornati alla base dopo il tour, i 4 di Dublino si danno subito da fare per registrare un nuovo album e nel 1981 esce “October”. La traccia principale è il singolo “Gloria” e il disco raggiunge l’undicesima posizione nelle classifiche UK.

Il 1982 è un anno di transizione per la band, che mette anima e corpo nella registrazione del terzo album che di lì a poco vedrà la luce. Infatti all’inizio del 1983 esce il singolo “New Year’s Day”, che anticipa l’uscita di “War”. Sin da subito è accolto positivamente dalla critica e contiene pezzi celeberrimi, tra cui “Under a Blood Red Sky”, brano che darà anche il nome a un album contenente live-tracks della band – che uscirà nel 1984 – e la famosa, quanto discussa, “Sunday Bloody Sunday”, toccante omaggio degli U2 alle stragi ed ai conflitti che hanno sconvolto in quegli anni Dublino.

Il 1984 si apre con un nuovo incontro che cambierà la storia degli U2. È quello con i produttori Brian Eno e Daniel Lanois, con i quali si mettono al lavoro allo Slane Castle per la registrazione di un nuovo album, “The Unforgettable Fire”, che va diretto al primo posto delle classifiche. Parte così anche una nuova tournée che li vede esibirsi in tutto il mondo.

Il nuovo disco è caratterizzato da molte tracce belle e innovative e dal forte connotato politico o sociale, ma è una in particolare che cattura l’attenzione e catalizza i sentimenti dei fan degli U2: “Bad”. Il brano è un lungo monologo di Bono e soci verso ciò che è sbagliato. Il testo appare semplice, ma è l’espressività e la magnifica teatralità del cantante che piegano la mente dello spettatore, lo indirizzano e lo rendono impotente di fronte all’acuto finale.

“Bad” sarà anche la canzone che consacrerà di fatto in maniera definitiva gli U2 il 13 luglio 1985 di fronte ai 150mila dello stadio di Wembley, che si erano riuniti per il concerto “Live-Aid”. Bono si lancia in un’esecuzione di 13 minuti di “Bad”, in cui scende ripetutamente contro il protocollo verso la folla per abbracciare alcuni degli spettatori del concerto ed eseguire una struggente versione della canzone. Nello stesso anno gli U2 vengono anche eletti dal magazine “Rolling Stone” come “Miglior band degli anni ‘80”.

Nel 1986 gli U2 compiono viaggi in America e in Africa per trarre ispirazione per il nuovo lavoro di studio. Giunge quindi il 9 Marzo 1987 ed esce “The Joshua Tree”, album in gran parte scritto negli Stati Uniti e che risente della profonda tradizione del Rock americano, in cui “La bellezza selvaggia, la ricchezza culturale, il vuoto spirituale e la feroce violenza dell’America vengono esplorati”. Il disco vende oltre 28 milioni di copie ed è per lungo tempo in testa a tutte le classifiche mondiali, aggiudicandosi anche il premio di “Album dell’Anno”. La tracklist è piena di pezzi famosi, da “One Tree Hill”, dedicata da Bono a un amico scomparso in un incidente in moto, alla bellissima “Where the Streets Have No Name”, passando per “Running to Stand Still”, piccolo gioiello, fino ad arrivare alla traccia più iconica, “With or Without You”. Gli U2, forti del successo dell’album, partono così per un mastodontico tour, che li porterà per la prima volta in giro per tutti gli stadi del mondo.

La band, tuttavia, trova anche il tempo per incidere alcune nuove canzoni. Nasce infatti nel 1988 il sesto lavoro di studio del gruppo, “Rattle and Hum”, il quale è un omaggio alla tradizione Country americana. L’album, anche se molto bello e successivamente rivalutato da critica e pubblico (oltre 10 milioni di copie vendute), fatica all’inizio e gli stessi membri della band sembrano per la prima volta stanchi e vogliosi di nuove sperimentazioni soliste.

Gli U2 sono alle strette, ma con l’arrivo di Eno a Berlino, la band ritrova l’armonia e riesce a comporre il disco della rinascita. Nasce infatti nel 1991 “Achtung Baby”, vera e propria svolta artistica, che sorprende ed entusiasma i fan (vendendo ben 18 milioni di copie). Le traccia principale non può che essere “One”, brano che sintetizza perfettamente quello che la band ha passato in quei mesi a Berlino. “One” è il testamento ideologico degli U2, con un testo malinconico e Bono che si spingerà a dire che è un “vero e proprio inno all’umanità”.

Il gruppo si imbarca così in una lunga tournée, nel corso della quale esce anche nel 1993 “Zooropa”, album sperimentale e ancora più estremista del precedente. Ma gli anni ’90 passano veloci, con altre band a dividersi la scena con gli U2, che nel 1997 pubblicano il loro terzo disco della decade “Pop”, pieno di sperimentazioni elettroniche, che si discosta completamente dalla tradizione della band.

Gli anni Duemila si aprono con “All That You Can’t Leave Behind”, che ha un ottimo successo (12 milioni di copie vendute) e che rivede gli U2 in chiave maggiormente pop. Le tracce principali sono “Beautiful Day” e “Walk On”, brano in cui è contenuto anche il titolo dell’album. Nel 2002 gli U2 hanno pure l’onore di cantare durante il “Superbowl” e sarà molto speciale, siccome è la prima performance live di una band dopo le stragi che hanno colpito l’America.

La band, a questo punto, intraprende un nuovo tour in giro per il mondo. Al termine si rifuggia in studio e registra il nuovo disco che esce nel 2004 “How to Dismantle an Atomic Bomb”, che la vede ritrovare la tradizione del rock più puro e vero. Successivamente nel 2005 arriva anche l’atteso riconoscimento che vede il gruppo entrare nella “Rock n’ Roll Hall of Fame”, dopo i primi 25 anni di attività. Ma per finire gli U2 nel 2009 pubblicano il loro 12° album di studio, “No Line on The Horizon”, che ha meno successo dei precedenti e vede una flessione di gradimento della band, non più così capace di innovarsi e di essere fonte d’ispirazione per gli altri gruppi.

Si ha così un periodo di transizione in cui il gruppo irlandese fa una lunga pausa in attesa del nuovo disco, che sembra non arrivare più. Finalmente però nel settembre 2014, durante la presentazione del nuovo prodotto Apple, la band lancia il nuovo album “Songs of Innocence” e lo rende gratuito a tutti quelli che hanno iTunes, lanciando così un nuovo modello di marketing e pubblicità. Poi inizia nel 2015 il tour, che vede la band tornare nei palazzetti di tutto il mondo in attesa del nuovo album che completi il precedente, la cui uscita è attesa per i primi mesi del 2017.

Gli U2 in definitiva sono ormai un fenomeno globale e riconosciuto. Bono ha vinto numerosi premi sia da cantante che per le sue iniziative umanitarie verso i più poveri. Il vero testamento della band, però, e la sua unicità li si ritrovano nei loro testi e nella loro melodia. In fondo ciò che mi ha sempre maggiormente attratto e appassionato a questi 4 ragazzi irlandesi è il loro entusiasmo, la loro passione, unita a brani che sottendono un’incessante inquietudine vissuta dalla band in ogni periodo, che lascia trasparire la loro continua ricerca.

A cura di Marco Franchi

Associazione Vox

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