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Basquiat: graffiti e musica a New York

Jean-Michel Basquiat è ricordato da tutti come colui che ha rivoluzionato il mondo della pittura, portando il graffittismo dalle strade alle gallerie d’arte. Ben pochi sanno però che nei sobborghi di New York nel 1979 prende vita un altro progetto del pittore, Gray. E da qui iniziamo a parlare musica.

Assieme a all’eclettico artista Michael Holman il pittore new-yorkese fonda una band di musica industriale, luogo in cui le due menti potranno esprimersi nel loro sperimentalismo pure a livello musicale. Il perché del nome Gray ha ben due motivazioni. La prima è un riferimento al famoso libro di anatomia Gray’s Anathomy, testo regalatogli dalla madre che Basquiat ricevette in mano a soli otto anni durante una convalescenza in ospedale. L’influenza del manuale universitario si vedrà moltissimo anche nei suoi dipinti. La seconda è un’ironica allusione alla composizione dei membri della band, in parte neri e in parte bianchi.

La mostra di Basquiat al MUDEC di Milano ci pare un’ottima occasione per ricordarvi di una piccola chicca avvenuta nel 2011. E accaduto infatti che i membri sopravvissuti della band abbiano ripreso a suonare in giro e, come se non bastasse, hanno rilasciato una raccolta. Quindi, dopo circa trent’anni dalla loro fondazione, i Gray rilasciano il loro album di debutto!

Questo è un lavoro di grandissimo valore, sia per gli appassionati di musica, dato che gli sperimentalismi dei Gray sono qualcosa di imperdibile, sia per gli appassionati di Basquiat. Fra le 18 tracce, infatti, sono stati rispolverate le prime registrazioni dei Gray, quindi è possibile ascoltare la voce e la musica del pittore new-yorkese, avendo così la possibilità di assaporare un diverso lato del suo estro creativo. Già solo la prima traccia, Suicide Hotline, è una performance in cui l’artista telefona ad una linea di assistenza suicidi e inizia a recitare una delle sue poesie.

L’atmosfera drammatica ed ansiogena crea un’esperienza uditiva potente, ma anche drammatica e commovente, creando quel mix di diverse sensazioni che sia in pittura che, a quanto pare, in musica Basquait riesce a creare alla perfezione.

Qualora quindi vi troviate davanti a dei quadri del giovane pittore di New York, l’ascolto di questo album è un obbligo!

A cura di Andrea Predieri

Associazione Vox

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