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Les amis de la société anonyme des artistes: Micol Fontana e l’Arte di fare Moda

L’8 novembre del 1913 nasce a Traversetolo, in provincia di Parma, Micol Fontana, seconda di tre sorelle. Le ragazze Fontana crescono facendo esperienza nella bottega da sarto del padre, ma col tempo, la vita della piccola cittadina risulta essere troppo stretta, perciò Micol, Zoe e Giovanna, decidono di tentare la fortuna in una grande città, trasferendosi a Roma. Aprono un loro atelier di moda, che nel corso degli anni acquista sempre maggiore fama, tanto che l’attività si trasforma in un successo a livello internazionale, l’occasione arriva nel 1949, quando Linda Christian sceglie un abito Fontana per le nozze con Tyrone Power, e da quel momento, le porte del Jet set hollywoodiano si spalancano alle tre giovani ragazze di provincia, per un sodalizio che rimarrà tale fino ad oggi.

I loro abiti vengono indossati dalle più grandi star del cinema, dentro e fuori dal Set, emblematica l’amicizia di una vita con l’attrice Ava Gardner, legata a Micol da un profondo rispetto lavorativo e umano. Le onorificenze, e le occasioni prestigiose per le tre sorelle si sprecano, una fra tutte è quella del 1958, quando vengono ospitate alla Casa Bianca, quali ambasciatrici dello stile italiano nel mondo.

 Nel corso degli anni, la cooperazione e il lavoro di squadra, sono stati l’asso vincente per la riuscita della Casa di moda, anche se il cuore e l’anima del gruppo era appunto Micol. L’imprenditrice non ha sempre avuto una vita tranquilla, al contrario è stata costellata da diverse vicissitudini, quali un difficile divorzio e la morte della figlia piccola, e a causa delle quali, abbandona per un periodo il lavoro e i suoi progetti per l’atelier. Con il tempo, e mossa da un spirito innovatore, Micol infonde nuova vita allo stile della “bottega”, iniziando a confezionare abiti prêt-à-porter, così da rendere più accessibili gli abiti Fontana ad un pubblico più vasto, cui si aggiungono in seguito, svariate linee di accessori.

Infine come lascito di tutto il suo percorso lavorativo, negli anni 90’ Micol crea una fondazione omonima, nella quale vengono esposte le creazioni dello storico atelier, come abiti, figurini, accessori, e un fondo fotografico. Tra le creazioni più illustri si trovano abiti per Elizabeth Taylor Jacqueline Kennedy, Ursula Andress, Grace Kelly, Soraya di Persia, le principesse di Casa Savoia, Audrey Hepburn, e Ava Gardner.

“La moda non si fa con la matita ma con il lavoro e con l’artigianato, con il taglio e il cucito”, le parole di Micol sottolineano come il suo lavoro sia sempre stato un connubio tra cuore, cervello e manodopera, quel lavoro instancabile e quell’intraprendenza che hanno saputo farsi largo in un periodo difficile come il dopoguerra, quando ancora la moda era Arte, pura creazione, amore e duro lavoro personificati tessuto. Con ciò, non voglio affermare che ora non ci siano più notevoli stilisti, ma certo oggi come oggi, il mondo del business tende ha snaturare l’anima di una creazione artistica per concentrarsi sul lato più concretamente commerciale, perfettamente comprensibile ma a volte opprimente, contribuendo alla nascita di una moltitudine di figure professionali standardizzate e non caratterizzate da tratti individualistici.

In ultimo voglio sottolineare il motivo per cui ho tenuto a parlarvi di questa ricorrenza. La nascita di Micol Fontana e delle sorelle ha coinciso con la nascita di un nuovo modo di concepire la moda, e la figura di donne imprenditrici e promotrici dello stile e del gusto italiano nel mondo.

Perciò credo che la storia di questa donna, porti in serbo un messaggio estremamente attuale, e cioè l’importanza di credere nella forza dei propri sogni e delle proprie idee, che, uniti a un risoluto impegno lavorativo, possano essere uno stimolo per realizzare nuovi progetti, indipendentemente dal periodo storico, sociale, economico nel quale si è venuti al mondo.

a cura di Carolina Cammi

Associazione Vox

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