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Accorsi nel “Decamerone” all’Elfo Puccini

Dopo aver incantato nella stagione teatrale 2013/2014 il pubblico di tutta Italia con l’Orlando Furioso, Stefano Accorsi e Marco Baliani portano in scena al Teatro dell’Elfo di Milano un’altra grande opera della storia della letteratura italiana.

Una selezione di sette novelle del Decamerone è l’offerta di questo spettacolo inserito nel ciclo “Grandi Italiani”, che si concluderà il prossimo anno con il Principe di Machiavelli interpretato da questa ormai consolidata coppia.

Una produzione importante che vanta un suggestivo e ricco comparto scenico e un elegante utilizzo di un italiano dal sapore arcaicizzante.

Un carrozzone sgangherato e arrugginito che fa da casa-cornice alle storie rappresentate dalla compagnia di teatranti in fuga dalle brutture della città e una attenzione speciale agli abiti di scena dai tessuti poveri, ma quasi barocchi nell’abbondanza di colori, determinano un impatto visivo che è la vera perla di questo spettacolo.

Attraverso un riuscito tentativo di deformazione del reale, lo spettatore coglie nella dimensione fuori del tempo della novella i vizi e le virtù che rendono l’Italia di oggi simile a quella di Boccaccio.

Presentissima è la ridicolizzazione e lo smascheramento del malcostume dei potenti in quelle novelle dalle tematiche carnevalesche che hanno per protagonisti preti corrotti e avidi di denaro, monache lascive e (finti) dottori cialtroni dai rimedi improbabili. Goldoni e Moliere sembrano essere anticipati da un’unica maestosa opera; l’effetto catartico che suscitano le storie nel pubblico fa onore alle intenzioni di Boccaccio: riconoscendosi nei personaggi messi in scena ci si sente meno soli nei propri peccati.

Menzione speciale per la versatile interpretazione di Accorsi che ha saputo riempire il palcoscenico non solo con un incredibile utilizzo del corpo e della mimica facciale, ma anche con la duttile modulazione della propria voce quando nei panni di un Panfilo-narratore.

L’opera si conclude con un invito a “praticare Amore come cura per l’alma” e se non era amore quello dimostrato dal pubblico sommergendo gli attori di applausi… poco ci è mancato.

A cura di Carlo Michele Caccamo

Associazione Vox

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