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L’Italia raccontata dai media #BCM15

a cura di Noemi Sudati

Giovedì 22 ottobre in Cattolica i boss dei media si sono riuniti in aula magna per presentare il loro libro “L’Italia raccontata dai media (1945-1948)” in quella che poi è diventata una tavola rotonda sulla storia dei media e sul loro ruolo attuale, in particolare della televisione soprattutto alla luce dello special guest presente: Fabio Fazio. I nomi degli autori del libro sono Fausto Colombo e Ruggero Eugeni che, oltre che studiosi del settore e autori di libri didattici e non, sono insegnanti del Dipartimento di Scienze della comunicazione dello spettacolo dell’università che ha ospitato questo evento di Book City. Sono presenti anche Aldo Grasso e Luca Doninelli che non hanno bisogno di ulteriori introduzioni.

Questo libro, che sarà seguito da altri due volumi, non racconta tanto l’evoluzione storica dei media, quanto la storia dell’Italia vista attraverso i media. Numerose sono le questioni sollevate nella presentazione: come hanno fotografato e agito i media all’interno della creazione dell’identità nazionale dopo il fascismo? Che relazione intercorre tra la moltiplicazione delle identità e i media? Si limitano a fotografare la frammentazione o sono motivo anche di riconciliazione? Queste alcune delle domande che trovano risposta nel libro. Una delle provocazioni che emergono è la seguente: i media hanno sostituito il risultato con il processo e proprio qui sta la difficoltà di una loro analisi. Sono oggetti sfuggenti, per avere un opinione corretta su di loro bisogna saper cambiare opinione e solo il tempo sarà giudice.

Si passa poi a parlare dei media oggi e interviene Fazio che racconta la sua esperienza televisiva e il suo nuovo progetto: il recupero di Rischia tutto, mitico programma condotto da Mike Buongiorno. Dopo aver ammesso la sua follia di aver voluto resuscitare un programma-mito di una generazione, ragiona insieme agli altri ospiti sul ruolo della memoria nei media. Sei quello che sai: in un epoca in cui non serve sapere nulla, dove basta aprire dal telefono una pagina internet e cercare quello che ci serve, con questa magica macchina del tempo, vuole tornare alla condizione in cui quello che si sa, lo si sa perché lo si ha nella propria memoria. La sua stessa operazione dei media è permessa dalla memoria che ripesca e trasforma e con essa trasforma i media che, come ricorda Grasso, non muoiono, ma si trasformano.

Associazione Vox

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