Senza categoria

WALTER BONATTI: FOTOGRAFIE DEI GRANDI SPAZI

A cura di Virginia Battaglini e Chiara Cecchi

“I miei maestri sono stati Hemigway, Jack London, Defoe, Melville, ai quali devo dire grazie se non ho paura di invecchiare. La loro avventura è stata la mia.”

La mostra allestita presso il Palazzo della Ragione propone un itinerario fotografico che ripercorre le avventure in solitaria dell’alpinista ed esploratore Walter Bonatti, concentratesi principalmente tra anni sessanta e settanta, che lo condussero dalle sterminate pianure argentine alle vette innevate del Nepal. Dopo le grandi imprese alpinistiche del K2 e del monte Cervino, il giovane dedicò la sua passione per l’avventura e l’esplorazione allo sviluppo di reportage fotografici per il settimanale Epoca dai quali ebbero origine le sue molteplici pubblicazioni (per citarne una, In terre lontane, 2008).
La particolarità dei suoi scatti sta nell’includere in quasi ogni inquadratura il protagonista delle imprese, ovvero lui stesso, tramite un sistema di composizione dell’immagine progenitore dell’ormai abusato “selfie”: attraverso supporti metallici, meccanismi di autoscatto comandati da fili elettrici e, successivamente, impulsi radio, Bonatti riuscì a cogliere pienamente l’essenza del rapporto che si viene a creare tra l’esploratore e la natura incontaminata che lo circonda. L’effetto che ne deriva è di grandiosa spettacolarità ed impotenza di fronte allo spazio sterminato e selvaggio di queste terre inesplorate.
I primi viaggi seguono le orme dei protagonisti di romanzi d’avventura scritti da autori come Stevenson, Defoe, Conrad e Melville, che Bonatti considerò sempre i suoi vangeli

“Quando ho avuto la preparazione per farlo, mi sono dedicato a verificare l’esattezza di quelle che parevano descrizioni della fantasia di questi scrittori. I primi viaggi li ho fatti con un libro alla mano, per confrontare il contenuto.”

La sala che ospita la mostra, risalente al tredicesimo secolo, è stata allestita con grandi pannelli grigi che separano vari spazi; la luce soffusa illumina le stampe di varie dimensioni, contribuendo a metterle in risalto e a creare quell’atmosfera sospesa e contemplativa che accompagna ogni viaggio.
Bonatti morì a Roma nel 2011, all’età di 81 anni e solo pochi mesi dopo aver portato a termine la sua ultima grande avventura nel deserto del Sahara, in compagnia della seconda moglie, l’attrice Rossana Podestà. Il suo inesauribile desiderio di scoperta e di vita dovrebbe costituire un grande esempio per molti di noi giovani.
La mostra si concluderà l’8 marzo, il nostro consiglio è di approfittarne; una volta conclusa questa esperienza proverete l’irrefrenabile desiderio di indossare gli scarponi e partire zaino in spalla.

Associazione Vox

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto