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BOOMBOX MEETS…THE GLUTS

A cura di Valentina Aiuto

Venerdì sera, al Linoleum, abbiamo intervistato un altro gruppo milanese che seguiamo ormai da un po’ di tempo. Loro sono i The Gluts e di seguito trovate alcune informazioni sulla band e il loro Warsaw.

Rieccoci qui. Avevamo già fatto una breve intervista, al buio, durante l’A Night Like This Festival e la scorsa settimana i MasCara hanno citato Warsaw come uno dei migliori album italiani indipendenti del 2014. Raccontateci come stanno andando le cose dall’uscita dell’lp.

Siamo contenti perché le cose si sono mosse in maniera quasi inaspettata, nel senso che abbiamo fatto sicuramente più di quello che ci aspettavamo. Non è ancora del tutto arrivato quello a cui ambiamo. Quello che ci piacerebbe è poter suonare il più possibile live e magari riuscire a fare anche qualche data all’estero. All’inizio del prossimo mese il nostro disco uscirà per un’etichetta di Berlino – Nasoni Records – e quella potrebbe essere un’occasione per mettere il naso fuori dall’Italia. Ad ogni modo, tirando le somme, abbiamo fatto un paio di festival ai quali tenevamo, come il MiAmi e l’A Night Like This, e una ventina di date organizzandocele da soli. Siamo sicuramente soddisfatti, ecco.

In un futuro ideale potreste scegliere di trasferirvi in un’altra città del mondo e PLAY your music LOUD, così come amate fare voi, in un nuovo contesto. Quale sarebbe la vostra destinazione e perchè?

Il discorso di Nasoni Records ci fa pensare bene di Berlino, in quanto è una città che vede positivamente l’arte e che ha molti spazi dedicati all’underground, ad uno stile alternativo. Poi ti direi New York, in quanto è anche la città natale della band a cui ci siamo sempre ispirati, A Place To Bury Strangers. Quindi direi un mix tra l’Europa dell’Est di Berlino e la New York underground. Londra, no, vanno tutti a Londra. Anche se in realtà il nostro produttore di Warsaw è londinese e, probabilmente, lavoreremo con lui ad un prossimo potenziale disco. Forse ci sta anche Londra, pure se fanno troppa roba indie del cavolo.

Cosa succede prima dei concerti dei Gluts? Ci sono riti particolari che fate prima di salire sul palco?

La parola d’ordine è granitine. Le granitine sarebbero i Gin Tonic e il nome viene da Parabiago. E poi il fumo, se non c’è fumo non ci divertiamo. Poi magari non c’è nessuno aldilà del palco e almeno non lo vediamo. Non abbiamo riti scaramantici e cose del genere.

Progetti futuri? Siete già al lavoro su qualcosa che stupirà il vostro pubblico?

Stiamo lavorando da un mesetto, a singhiozzo, in sala prove. Abbiamo sei idee, che per ora non sono nemmeno canzoni, che però spaccano. L’idea di base è sempre un approccio punk per i pezzi. In alcune tracce abbiamo l’intenzione di aggiungere qualche sintetizzatore, batterie campionate, senza comunque snaturare troppo il genere. Ma ancora il progetto è a livello embrionale.

Chiudiamo con una domanda che facciamo a tutti i gruppi che intervistiamo. Qual è l’album in uscita nel 2015 su cui riponete maggiori speranze?

Il nuovo disco dei Giobia.

 

Foto Serena Chiavelli

Associazione Vox

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