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48:13. FEAR OF KASABIAN

A cura di Francesco Recchia

Prima di parlare del nuovo lavoro dei Kasabian voglio soffermarmi sulla scelta di questo titolo ‘’pauroso’’. Tutto è nato leggendo un’affermazione vivace del cantante Tom Meighan in relazione alla nuova produzione discografica:

‘’L’album è un ‘fottiti’ a chiunque abbia osato criticarci o attaccarci, dicendoci che non possiamo fare musica di questo tipo. […] Abbiamo creato una pericolosa droga. È rock and roll, è brutale e tagliente, ma richiama anche l’elettronica che lasciammo a Letfield.’’

seguita da un’altra del chitarrista Sergio Pizzorno:

‘’Sento che abbiamo avuto la fiducia di essere più diretti e onesti con questo album. Ho cominciato a spogliare strati, piuttosto che aggiungerne altri’’.

Kasabian_48-13Da qui l’idea del titolo, in cui 48:13 è il titolo dell’album, e che rappresenta semplicemente la durata complessiva del prodotto discografico. Pertanto ‘Fear Of Kasabian’ non è la rivisitazione della celebre canzone e lavoro omonimo della band Heavy Metal inglese Iron Maiden.

Scendendo nel dettaglio, come anche affermato da Pizzorno, non c’è alcun cambiamento dal punto di vista stilistico. La formula quindi è sempre la stessa: una miscela di Rock, Elettronica, Psichedelica e Indie. Ciò che invece può essere variato è l’approccio con la quale la band di Leicester si è relazionata ad esso. Infatti il sound è più diretto e meno costruito rispetto ai precedenti lavori. E questo lo si nota sin dalla prima traccia Shiva, alla quale succede Bumblebee. Il primo dei brani somiglia alla colonna sonora di un gioco di guerra al quale segue un’esplosione di rock in stile chitarristico a cavallo tra Rage Against The Machine e T-Rex. La strada prosegue con Stevie, altra chicca rock con un ritmo quasi punk e un timbro vocale che ricorda l’ex Oasis Liam Gallagher. Le successive Mortis e poi Doomsday sono le classiche tracce ‘’alla Kasabian’’ in quanto rappresentano al meglio lo stile caratterizzante del gruppo di Tom Meighan e Sergio Pizzorno. La successiva Treat è un electro-rock in puro stile Chemical Brothers dei primi anni Duemila. Stessa vena elettronica dei ’90 e 2000 si ripete in Glass, Explodes e Levitation, con l’aggiunta di un pizzico di psichedelia in Clouds e Eez He.
Alla fine incontriamo Bow, quasi una continuazione della celebre L.S.F – Lost Souls Forever, e S.P.S, ballata acustica (alla ‘’Beatles’’ o ‘’Rolling Stones’’ a seconda dei punti di vista) con la quale si conclude un lavoro positivamente riuscito, quasi come la voglia di
distendersi direttamente sul letto saltando la cena dopo un pomeriggio stancante in palestra.

KASABIAN are: Tom Meighan (voce), Sergio Pizzorno (chitarra voce), Chris Edwards (basso), Ian Matthews (batteria).

Associazione Vox

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