Senza categoria

DIALOGO NEL BUIO: NON OCCORRE VEDERE PER GUARDARE LONTANO.

a cura di Elena Motta

Ci provavo ogni tanto da piccina a fare la cieca.
Occhi chiusi, braccia in avanti per evitare gli ostacoli, giravo per casa ribaltando qualcosa da brava bambina goffa.
Durava poco comunque: presto mi stufavo e decidevo di tornare a vedere.
Per noi che la vista ce l’abbiamo, chi più e chi meno, pensare di smettere di vedere il mondo o addirittura non averlo mai visto è qualcosa di pazzesco.
Capita a volte di ritrovarci a parlarne.
Ma secondo te, è meglio aver visto il blu del mare almeno una volta nella vita, anche se ora non puoi vederlo più, oppure è meglio non averlo visto mai, così non sai cosa ti perdi?
e ognuno ha la sua idea, il suo perché o il suo “Mah, alla fine non lo so, ma che bello vedere il mare”.

C’è un posto a Milano dove occorre imparare “un altro vedere”.
È all’Istituto dei Ciechi di via Vivaio e si chiama Dialogo Nel Buio.
Mentre varchi la soglia dell’ingresso, varchi un confine tra luce e buio assoluto.
Inizi un percorso di più di un’ora nella totale oscurità, con un bastone in mano, accompagnato da una guida non vedente, passando per diversi ambienti, affidandoti a tatto, udito, olfatto.
Sei cieco.
Per un’ora non ci vedi ed è qualcosa che in un primo momento disorienta, fa quasi perdere l’equilibrio!
Le gambe sembrano più pesanti, i passi sono incerti e brevi, gli occhi si sforzano di vedere qualcosa che non vedono. È un attimo però, poi si rassegnano. Basta qualche passo in più per rendersi conto di quanto smettere di fare totale affidamento sulla vista comporti cominciare a fare affidamento sugli altri sensi, che si risvegliano da una specie di sonno, come se finalmente ricevessero l’attenzione che meritano.

dnbI ruoli si invertono: ci ritroviamo a doverci orientare in un mondo cui non siamo abituati, senza poter contare sui nostri occhi, che, diciamocelo, sono il nostro punto forte, dovendo contare sugli altri sensi e soprattutto su una guida esperta, che ha imparato a “vedere” in un modo nuovo, a noi ancora sconosciuto.

Passiamo per un parco, riconosciamo un diverso terreno sotto i piedi, erba e ghiaia, gli uccellini che se la cantano e l’aria profumata. Ci sono piante aromatiche vicino ad una staccionata – ci dice Cristina, la nostra guida – e noi le cerchiamo. C’è anche dell’acqua che scorre alla nostra sinistra, dobbiamo allungare le mani per trovarla e sentirla. “Eccola!” dice qualcuno e cerca le mani degli altri per farla trovare anche a loro.

Siamo al mercato, in mezzo a ceste di frutta e verdura e vestiti appesi. Prendi in mano qualcosa, cerchi di riconoscerne la forma, poi la annusi e sei sicuro: è una mela! Questa è una cipolla, questa una carota, questa una patata, poi trovi il caffè e ci immergi le mani… da quanto tempo non toccavi i chicchi di caffè!
Il terreno sotto i piedi è cambiato, niente più terra, niente più sassi, ma asfalto: siamo in città! Si sente il rumore del traffico, c’è una cassetta della posta attaccata al muro di una casa.
Dobbiamo attraversare la strada. Ascoltiamo il suono del semaforo per non vedenti, impariamo a distinguere il rumore di un motore in movimento da quello di uno fermo.

Proseguiamo, fino al momento migliore.
Saliamo, con un po’ di difficoltà, su una barchetta e questa… parte! L’aria in faccia, l’acqua che si muove, il suono dei gabbiani: ho gli occhi chiusi e mi sembra – ve lo giuro – di sentire il sole in faccia dall’alto di un cielo azzurro, di respirare aria di mare, di veder cambiare il panorama.
È esattamente in questo momento che capisco il senso di una frase che ho letto nell’ingresso illuminato: NON OCCORRE VEDERE PER GUARDARE LONTANO.

Prima di uscire passiamo per il Caffè Noir. Un bar, anche questo in totale assenza di luce, con musica dal vivo, dove beviamo un prosecco e brindiamo al buio, oppure a una luce nuova e io sono così entusiasta che la mia parola è “PAZZESCO!”.
Ammetto di averla ripetuta troppe volte tornando verso casa quella sera, ma è esattamente il succo di questa esperienza.

Per informazioni: http://www.dialogonelbuio.org/

Associazione Vox

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto