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IL PAGELLONE SANREMESE (VOL.3)

A cura di Giulia Corti, Bianca Maria Cuttica e Jgor Ognibeni

L’Ariston come Sochi: il team di #sanremocatt vi propone il podio di alcune delle discipline più praticate dai partecipanti al Festival.

GINNASTICA RITMICA -mosse di anche e bacino sincronizzati-

ORO: il ballerino Dergin Tokmak. Sostituisce la mobilità delle gambe con una forza sovrumana nelle braccia. Con due bicipiti di tutto rispetto riesce a trascinare il pubblico volteggiando sulle sue stampelle bianche e nere .

ARGENTO: Giuliano Palma. È l’unico concorrente che non sta come una mummia sul palco. Inforcati gli occhiali da sole di ordinanza fa volteggiare l’asta del microfono con la disinvoltura di una majorette professionista.

BRONZO: Fabio Fazio. Durante l’esibizione di Renzo Arbore rimane sul palco ed è obbligato a mostrare un po’ di entusiasmo per i ritmi dell’Orchestra Italiana. Apprezziamo il tentativo ma il risultato è tragico. Si consigliano integratori alimentari.

PATTINAGGIO -equilibrio e volteggio su tacchi da urlo-

ORO: Giusy Ferreri. Inganna gli spettatori con un cambio di look rispetto alla prima serata. Spaventoso abito turchese con animalier, ma il tacco alla lady Gaga con plateau vertiginoso stupisce: equilibrio invidiabile tre un gorgheggio e l’altro

ARGENTO: Arisa. Forse rassicurata dal suo abitino argentato sponsorizzato dai nostri amici dei baci perugina sembra più convinta rispetto alla serata di esordio, e così resiste fino in fondo alla sua canzone con indosso le decolleté blu che aveva invece abbandonato in mezzo al palco martedi sera. Miglioramenti.

BRONZO: Luciana Littizzetto. Sono le solite scarpe rialzate per diversamente alti: li indossano così solo lei e Berlusconi. Luciana le abbina con qualsiasi vestito e quando è stanca si accomoda sul palco a gambe incrociate. Coerente.

SALTO IN ALTO -acuti e bassi sulla scala musicale-

ORO:Antonella Ruggiero. Vestita da geisha fuori forma, ha l’estensione vocale più portentosa fra i concorrenti, gioca bene con la voce ma si mangia la metà delle parole del testo. Virtuosismi misteriosi.

ARGENTO: Tommaso Cerasuolo. Il frontman dei Perturbazione prova a cantare come Renga ma qualcosa va storto: probabilmente ha mangiato una Golia di troppo in camerino. La canzone gira e il televoto fa salire il gruppo in classifica ma l’ugola del cantante resta fuori dal podio.

BRONZO:Francesco Sarcina. Solo sul palco dopo aver chiuso le Vibrazioni in cantina, sale e scende sulle note della sua “Nel tuo sorriso” con i miagolii tipici del suo stile. Si piazza quartultimo e non gli riesce nemmeno il selfie dal palco.

CORSA A OSTACOLI -risvegliare orchestra e platea con qualcosa di nuovo-

ORO: Rocco Hunt. Riscatta la categoria dei rapper mortificata dal nonno Frankie Hi NRG.

Con “nu juorno buono” riporta un po’ di sole sul palco. Classe ’94, abbassa decisamente la media dei cantanti sul palco e passa in finale, Aria fresca.

ARGENTO:Raphael Gualazzi & the Bloody Beetroots. Botta di vita per Raffaellone che passa dal pianoforte alla tastiera e recluta uno Spiderman elettronico come spalla. Il ritmo di “Tanto ci sei” non è proprio incalzante, ma alla terza serata convince di più e si piazza al quinto posto.

BRONZO: Ron. Il caro vecchio Rosalino Cellamare fresco di tinta arancione si affida alle violiniste in gonnella e al fischiettii del chitarrista per non annegare. Nonostante il mandolino la sua virata folk non è apprezzata e “Sing in the rain” finisce al penultimo posto.

Continuate a seguire Sanremo con Radiocatt! Aspettiamo i vostri commenti sulla quarta serata #sanremocatt.

Associazione Vox

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