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IL PAGELLONE SANREMESE (VOL.2)

A cura di Stefania Fausto, Giulia Corti, Jgor Ognibeni e Bianca Maria Cuttica

Francesco Renga: nonostante i vari pettegolezzi sul testo della sua seconda canzone, “Vivendo adesso” dovuti a una possibile tresca con una sostituta di Ambra, il tocco di classe di Elisa dà quel quid necessario adatto per la voce particolare del nostro “riccioli d’oro”. Voto 7,5

Giuliano Palma: è la prima volta che sale sul palco dell’Ariston da concorrente e non se la cava affatto male. Il sound della sua “Così lontano” risveglia orchestra e pubblico. Voto 7

Noemi: direttamente da Star Wars in stile Principessa Leila con tanto di stampella al posto della collana, per fraintendimenti con il direttore d’orchestra parte con un attacco sbagliato e qualche stonatura che però poi recupera. Nonostante i testi un po’ stravaganti e un po’ banali, la sua voce cattura sempre la scena. Voto 6,5

Renzo Rubino: ventenne, prima esperienza come big superata senza troppi traumi. Non trattiene l’entusiasmo nemmeno seduto al pianoforte e si dimena sulle note di “ Ora”. Voto 8

Ron: rientrando nell’età media di tutti gli ospiti presenti sul palco, torna dopo 8 anni sul palco dell’Ariston sempre con il suo look da gigolò di ultrasessantenni focose. Con un pizzico di romanticismo passa da una ballata più leggera a un pezzo folk più movimentato, che non dispiace. Voto 7

Riccardo Sinigallia: accompagnato da una chitarrista dall’animo folk, non convince molto con e canta tardissimo. La canzone scelta per la seconda serata è “Prima di andare via”. Voto 6

Francesco Sarcina: nuovo look capelli corti e anellozzi alla mano per l’ex cantante delle Vibrazioni. Figuraccia finale quando tenta un autoscatto con il pubblico dell’Ariston mentre si legge il verdetto sulla sua canzone. Alla fine passa “Nel tuo sorriso”. Voto 7,5

Tra le nuove proposte troviamo:
Diodato: niente di così originale, ma l’insieme cantante, performance e canzone non sembra molto stonato e nel suo complesso funziona. Ha alle spalle studi di violino e spettacoli rimediati nelle cantine per poi arrivare ai locali. Non si può dire che non sia tenace. E non dimentichiamoci la sua colonna sonora per il film “Anni felici”. Voto 7,5

Filippo Graziani: nonostante figlio d’arte, lui non è finito tra i big. Questa volta il cognome conosciuto non è servito. Nonostante sia stato tagliato fuori, la sua canzone “Le cose belle” era meglio di molte altre e la sua voce non dispiace. Ma come hai detto tu nella canzone, Filippo, “anche le cose belle fanno male”. Voto 7

Bianca: un mix tra Adele e Katy Perry, la giovane cantante torinese, il cui vero nome è Emma Fuggetta (chissà perché avrà cambiato nome) si omologa al coro delle canzoni banali. Da una che ha studiato jazz fin da quando aveva 14 anni ci si aspetta di più!! Voto 5,5

Zibba: è considerato uno delle personalità più interessanti di Sanremo 2014 tra ritmi misti con sfumature di jazz e rock. È riuscito a chiudere la serata piacevolmente e con una buona canzone, “Senza di te”. Voto 8,5

Voto  stilisti: 5 – Tra il vestito di Noemi e la vestaglietta a fine serata di Fazio, Enzo Miccio si sarebbe divertito per una bella serata in stile “Ma come ti vesti?”

Voto per gli ospiti: 5 – Un attentato alle aspettative giovanili! Dopo un primo momento emozionante e una bella visione per il pubblico femminile con Claudio Santamaria, la scena è stata caratterizzata con un ritorno ai vecchi tempi tra le cosce coperte (per fortuna) delle gemelle Kesler e uno sketch interminabile della giovincella Franca Valeri. Per non parlare poi dei monologhi e degli elenchi di Gian Antonio Stella.

Ma fateci sentire anche i vostri di commenti e di voti, attraverso l’hashtag #sanremocatt.

Associazione Vox

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