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Associazione Vox | giovedì 23 marzo 2017

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BOOKPRIDE 2015: SCOMMETTERE SULLA DIFFERENZA - Associazione Vox

BOOKPRIDE 2015:  SCOMMETTERE SULLA DIFFERENZA

| On 31, Mar 2015

A cura di Camilla Pelizzoli e Bianca Maria Cuttica
In questo ultimo week end milanese, mentre la primavera ha deciso finalmente di venire a farci compagnia con qualche giorno di ritardo, tra le mura dei Frigoriferi Milanesi 124 editori si sono riuniti per fare un esperimento: organizzare la prima edizione di una fiera dedicata all’editoria indipendente, con l’obiettivo dichiarato di promuovere la bibliodiversità e fare della differenza il proprio fiore all’occhiello.

Attirati da queste premesse e spinti dalla curiosità per le iniziative giovani e un po’ contro corrente, noi di Vox abbiamo deciso mescolarci al pubblico di esperti e curiosi per vedere da vicino cosa sarebbe stato BookPride; così, dopo aver superato qualche piccolo ostacolo tecnico e logistico, nel pomeriggio di sabato 28 marzo siamo arrivati in via Gianbattista Piranesi e armati di taccuino, smartphone e buone intenzioni ed abbiamo cominciato a passeggiare tra gli stand.

Da subito ci siamo accorti che la diversità, filo conduttore dell’evento, non era soltanto uno slogan scelto per fare colpo sulla stampa o per fare bella figura nei titoli delle conferenze e dei workshop organizzati durante i tre giorni: diversità è stata, in un ossimoro piuttosto curioso, la caratteristica che ha accomunato tutte le case editrici che hanno portato il proprio stand, i propri autori e i propri libri a BookPride 2015. Girando tra gli spazi della fiera con la pazienza e l’entusiasmo tipici di ogni buon lettore, infatti, abbiamo potuto notare come ogni editore (piccolo o grande, celebre o semi sconosciuto) sia riuscito a far risaltare le proprie caratteristiche distintive, mostrandole attraverso i molti libri esposti o raccontando il proprio progetto editoriale a parole a chiunque avesse voglia di fare qualche domanda.

Oltre ad un’enorme quantità di libri, in questo “week end indipendente” hanno trovato spazio un ventina di eventi collaterali: proiezioni di documentari, esposizioni artistiche e conversazioni con esperti sul presente e sul futuro dell’editori, senza contare le presentazioni e gli incontri con gli autori.

Insomma, tutti gli ingredienti di una fiera del libro, a cui si aggiunge la bella sensazione di far parte di qualcosa di nuovo e diverso dal solito, in cui si rischia qualcosa per un progetto.

Per chi non lo sapesse BookPride è stata totalmente autofinanziata dagli editori che vi hanno preso parte, i quali non hanno avuto alcun ritorno economico diretto, dato che per entrare alla fiera non si pagava un biglietto di ingresso.

Una scommessa vinta, dunque: tanto che si è già sentito parlare di un’edizione 2016. In caso, noi di Vox saremo senz’altro presenti.

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